Pubblicità ingannevole e raffica di sanzioni

L'Antitrust colpisce di nuovo i maggiori gestori telefonici italiani per pubblicità ingannevole.

Questa volta tocca a Telecom Italia, in particolare ma non solo, per la pubblicità all'Adsl Alice: troppe volte viene reclamizzata la possibilità di raggiungere una velocità di navigazione che poi non viene mai raggiunta in pratica. Telecom è stata condannata a 735 mila euro di multa per questo.

Wind-Infostrada invece è sanzionata per la promessa pubblicitaria fatta agli utenti di non pagare più il canone Telecom Italia per chi passa a questo gestore. In pratica solo una minima parte di questi clienti avevano la possibilità concreta di staccarsi completamente da Telecom Italia. Questa campagna ingannevole è costata 165 mila euro.

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Findomestic, Media World e Trony sono state multate dall'Anti-trust per comportamento commerciale scorretto. In pratica sono finite sotto inchiesta le campagne pubblicitarie sul "tasso zero" e le carte revolving, che nascondevano tassi di interesse che superano il 20%.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato per 430mila euro Findomestic. La nota finanziaria è stata ritenuta colpevole di aver pubblicizzato presso Media World e Trony finanziamenti a "tasso zero", che nascondevano oneri accessori costosi, e l'attivazione di una carta di credito revolving – senza il consenso del cliente o comunque senza preventiva informazione. Di fatto la carta revolving invece di consentire un rimborso a tasso zero, portava il TAEG al 18,02% con Rid e al 20,41% con bollettini postali. Mediamarket (Media World) e G.R.E. (Trony) sono state multate rispettivamente di 230mila e 190mila euro per connivenza nelle azioni scorrette. Di fatto i finanziamenti tramite carta revolving consentono alle grandi catene commerciali di ottenere compensi molto più alti. Secondo l'istruttoria dell'Antitrust, Media World riusciva ad ottenere fino al 300% in più rispetto ai prestiti comuni.

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3 commenti:

Michele ha detto...

Ho l,impressione che le notizie quasi quotidiane di sanzioni inflitte a Telecom per pubblicià ingannevole e quant'altro o non sono vere, o Telecom non se ne importa un fico secco, perché non paga, oppure i suoi guadagni sono talmente stratosferici che il mezzo milione di euro di multe assommato in poco tempo, non le fa neppure il solletico. Tanto è vero che la puublicità ingannevole continua a farla, fa ancora pagare il canone, mette in atto palesi ingiustizie ai danni del consumatore e nessuno interviene,né le varie autority, né le pur numerose associazioni di consumatori. Nella mia zona, per esempio, (Stio, prov. Salerno) il gestore prevalente Telecom, contiua a far sottoscrivere un contratto tutto compreso: telefono ed ADSL propagandata per i soliti 7 mega di velocità;quando poi si va a leggere nel dettaglio le condizioni contrattuali, si scopre che essendo il detto comune compreso tra quelli del cosiddetto Anti Digital Divide, la velocità di navigazione non può andare oltre i 640 Kbs,escludendo perfino la possibilità che si possa usufruire di velocità superiore. Però la tariffa è uguale a quella richiesta agli utenti che in altri posti raggoiungono velocità ben più grandi, se non è ingiustizia questa?, peraltro chiaramente attestata da chi le perpetra.Servirà a qualcosa questa segnalazione? Saluti. Michele

Michele ha detto...

A parte la segnalazine di quattro "refusi" nel commento precedente:(2°e 8° rigo, pubblicità; 25° rigo, raggiungono; penultimo rigo, la), vorrei ancora invitare quanti sono nella medesima situazione a segnalarlo con i mezzi più idonei.

FreeMachines ha detto...

Temo anch'io che le sanzioni lasciano il tempo che trovano. So di parecchia gente che i 7 mega se li sogna, ma li paga..
Ora con Alice casa non fa pagare il canone, ma è ovviamente compreso nei 45 euro al mese..