Pandemie artificiali

Servizio di Report sulla aviaria, (realizzato da Sabrina Giannini il 7 maggio 2006, ma attualissimo) per comprendere come i potenti del mondo stiano ormai da anni seminando il panico con presunte epidemie di fatto inesistenti, usate come pretesto per fare un sacco di soldi con anti-influenzali (ancora il Tamiflu) e vaccini.
Ricordiamo che dal 2003 ad oggi l’aviaria ha provocato 421 contagi e 257 morti, ovvero meno di 43 morti all’anno in tutto il pianeta.

Maiala inarrestabile

Secondo l'Oms la pandemia della nuova influenza non si può più fermare. (Corriere, LaStampa)
Incubo, terrore, tragedia. Si, la sempre più probabile vaccinazione obbligatoria.
Il 13 luglio 2009 la Strategic Advisory Group of Experts (SAGE), un organo dell’OMS con superpoteri, raccomanda (vietato rifiutare) le linee guida che i Ministeri della Salute del globo terracqueo dovranno adottare, il Ministero tricolore non fa eccezione ed il giorno dopo organizza una conferenza stampa dove rivela le prossime mosse. Cioè quelle dettate dal SAGE che consistono nella vaccinazione di massa della popolazione, i vaccini verranno così assegnati:
  1. I primi a beneficiarne saranno gli operatori sanitari, per immunizzarsi e permettergli di vaccinare il popolo, (ndr) e siccome potrebbero essere a conoscenza di informazioni riservate, sarebbe opportuno rendere obbligatoria per loro la vaccinazione. E questi sono sistemati!
  2. Secondo scaglione, le donne in gravidanza
  3. Tutti quelli con oltre 6 mesi di vita con una o più condizioni mediche croniche
  4. A seguire i giovani adulti in buona salute dai 15 ai 49 anni
  5. I bambini in buona salute
  6. Gli adulti in buona salute dai 50 ai 64 anni
  7. Gli adulti in buona salute dai 65 anni e più
Naturalmente i medici sul territorio che praticheranno le vaccinazioni dovranno fare anche servizio di post-marketing, siccome i vaccini hanno diverse controindicazioni, effetti collaterali gravi, lesioni neurologiche permanenti, morte. (Articolo di MalaCibusCurrunt)

Le "raccomandazioni" dell'OMS sono vincolanti per tutti i 194 paesi membri nel caso che venga dichiarata un'emergenza pandemia in base all'International Health Regulations Act del 2005 ed al Piano Pandemia dell'OMS del 2009.
E' cruciale comprendere che questi vaccini sono sperimentali, non collaudati, tossici ed estremamente pericolosi per il sistema immunitario umano. Contengono coadiuvanti a base di squalene che provocano un gran numero di malattie del sistema immunitario fastidiose e potenzialmente fatali. Devono essere evitati, anche se ordinati. E' anche noto che i vaccini non proteggono contro le malattie che sono destinati a prevenire e spesso le causano. Dovrebbero essere banditi, ma proliferano comunque perché sono tanto redditizi e nella massima misura se resi obbligatori globalmente. (GlobalResearch)

Da notare che il principale produttore del vaccino è la Baxter International inc., La compagnia che ha rilasciato materiale virale contaminato con virus dell'influenza da un impianto produttivo austriaco, confermando il 3 luglio scorso che il prodotto sperimentale conteneva virus vivi dell'influenza aviaria H5N1.
Il prodotto contaminato, che Baxter chiama "materiale virale sperimentale" è stato prodotto nel laboratorio di ricerca di Orth-Danau. La Baxter produce i suoi vaccini contro l'influenza - compreso un vaccino umano contro l' H5N1 per il quale è attesa una licenza a breve – in un laboratorio della Repubblica Ceca.
Le persone familiari con le norme di biosicurezza sono sgomente per il fatto che il virus umano H3N2 e il virus H5N1 convivessero in qualche modo nel laboratorio di Orth-Donau. Numerosi esperti hanno sottolineato che si tratta di una pratica pericolosa che non dovrebbe essere permessa, il rilascio accidentale di una mescolanza di virus H5N1 e H3N2 avrebbe potuto provocare conseguenze terribili.
Il virus H5N1 non infetta facilmente gli esseri umani mentre il virus H3N2 sì . Se qualcuno esposto ad una mescolanza dei due fosse stato infettato simultaneamente da entrambi i ceppi , avrebbe potuto servire da incubatrice per un virus ibrido capace di essere trasmesso facilmente da persona a persona. (Disinformazione)

Indovinate dove scoppiò per la prima volta l’influenza suina? A Fort Dix, New Jersey, nel 1976. Anche quella plausibilmente creata in un laboratorio dell’Esercito USA. Tredici soldati morirono, portando il governo USA a forzare l’inoculazione di un discutibile vaccino sulla popolazione, supportato da una scappatoia legale su indirizzo e per conto dei farma-terroristi, e una discreta propaganda. In seguito, la gente ha iniziato a morire non a causa dell’influenza, ma del "vaccino". (Articolo, video)




In Italia, dal 9 al 13 luglio ci sono stati 38 nuovi casi, nessuna vittima. (ANSA)
Sempre in Italia, nell'ultimo weekend ci sono stati 37 morti sulle strade, e 901 feriti. (ANSA)

Il PD al capolinea

ActionAid - Le crepe nel G8

Un documentario di ActionAid, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà, sullo spostamento del summit a L'Aquila: porterà benefici alla popolazione?
Dall'indagine, realizzata da Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio, risulta che la gestione dei fondi per la preparazione del G8, tanto a La Maddalena quanto a L'Aquila, manca della trasparenza necessaria. L'efficacia dello spostamento della sede e il beneficio che ne deriverà per gli abruzzesi non sono al momento dimostrati, poiché gli stanziamenti sono avvenuti a favore di opere strettamente connesse allo svolgimento del meeting dei leader mondiali.

Anniversario di Nikola Tesla

Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943). Fisico, inventore e ingegnere.
L'home page di google oggi è dedicata a lui.

Tesla è conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell'elettromagnetismo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (CA), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.
Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni.
Nel 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti[3] gli attribuì la paternità (sul suolo statunitense) di alcuni brevetti usati per la trasmissione di informazioni via onde radio.
Avendo sempre trascurato l'aspetto finanziario, Tesla morì povero e dimenticato all'età di 87 anni.

Spiagge semi-libere

Google Chrome OS

OS come Operative System ma anche come Open Source.
Google ha appena annunciato la nascita di un suo sistema operativo, il Google Chrome OS, sarà open source e farà la sua comparsa su alcuni modelli di computer portatili nella seconda metà del 2010.
Capace di girare sia su processori ARM che x86, Google Chrome OS è un sistema operativo leggero basato su un kernel Linux.
"Gli attuali sistemi operativi sono stati disegnati in un'era nella quale non c'era il web", spiega Sundar Pichai, VP Product Management and Linus Upson, Engineering Director di Google. "Il nuovo sistema operativo dovrà essere veloce e leggero, dovrà avviarsi e portarti in rete in pochi secondi". Per questo, i primi computer a dotarsi del Google Chrome OS saranno i netbook, i piccoli portatili di ultima generazione pensati per gli utenti che hanno bisogno di lavorare e accedere a internet in mobilità.

Fonti: Repubblica, Punto Informatico

Lettera d'amore

G8 col botto

Una grande idea (tanto per cambiare) quella di Berlusconi, di spostare il G8 a l'Aquila, lasciando i lavori alla Maddalena, che erano già cominciati, uno dei mille buchi neri italiani dove far scomparire i soldi, e i lavoratori con un pugno di mosche.
Anche l'Abruzzo (la terra d'Abruzzo) protesta e si lamenta: lo sciame sismico non dà tregua. Questa notte si sono registrate tre nuove scosse di terremoto. Le prime due (alle 4.10 e alle 4.22) entrambe nel comprensorio aquilano ed entrambe di magnitudo 2.0. La terza alle 5.34, con epicentro nella Valle dell'Aterno a pochi chilometri dal capoluogo, con una magnitudo di 2.6.

Intanto nella notte c'è stata la prima manifestazione dei comitati aquilani. Una fiaccolata, a tre mesi dal devastante terremoto, alla quale hanno partecipato oltre 2000 persone ha voluto ricordare le vittime e chiedere "verità e giustizia senza marchi né divise".

"Ribadiamo che la fiaccolata e' un'occasione in cui la comunita' tutta e' coinvolta per ricordare le vittime per chiedere verità per tutto quello che è accaduto e giustizia per coloro che sono responsabili di mancanze o speculazioni. Sentiamo l'urgenza di riappropriarci del nostro lutto e vogliamo farlo in maniera collettiva per ricostruire insieme il senso e il futuro delle nostre comunita', messi in crisi dalla violenza del sisma, prima, e dall'arroganza del potere, poi. Memoria, verita' e giustizia in un stile sobrio, il piu' possibile lontano dal clamore degli spettacoli di piazza e in aperta opposizione alle parate di regime."
(Repubblica)

TELEFONINI MUTI
L'imminenza dell'importante appuntamento internazionale, che vedrà gravare su Roma centinaia di delegazioni dirette al capoluogo abruzzese, avrebbe già portato nella Capitale le prime conseguenze in termini di disagi avvertiti dalla popolazione: i cellulari di centinaia di romani e turisti, da qualche giorno, funzionano «a singhiozzo». Problemi di connessione e comunicazione, strani silenzi, linee in crisi. Le tante chiamate ai gestori delle compagnie di telefonia mobile confermano il sospetto che in città siano già attivi i dispositivi «jammer»: apparecchi in grado di mettere a tacere i cellulari. Impianti di sicurezza fondamentali nella prevenzione di attentati: le autobomba possono essere innescate con un segnale Gsm, spiegano gli esperti di sicurezza. Ma alcuni esperti minimizzano: forse sono in corso test con i jammer, ma si tratta di apparecchi utilizzati solo al passaggio dei cortei ufficiali. Più che altro, insistono i più prudenti, si sta diffondendo la «psicosi da G8».

Le misure di sicurezza attivate in vista del summit - e secondo indiscrezioni destinate a divenire più severe già dal 4 luglio - ricalcano quelle, durissime, adottate nel 2001 per il G8 di Genova.
Stretta degli aeroporti, controllo dei cieli, anche l'aereo-spia senza pilota Predator sorvolerà l'area. (Repubblica)

Crop Circles maggio-giugno 2009


Foto: The Crop Circle Connector Photographers: John Montgomery, Lucy Pringle, Steve Alexander, Olivier Morel, Jack Turner, Russell Stannard, Annemieke Witteveen, Frank Laumen.

Allarme in GB per la maiala

Leggo e commento questo articolo:
La Gran Bretagna è sull’orlo di un’epidemia di influenza da suini con fino a 100.000 nuovi casi al giorno entro la fine di agosto e limitare la diffusione del virus non è più possibile.
100.000 nuovi casi al giorno? Nella sola Gran Bretagna?
Ci sono stati nel mondo, fino ad oggi (in 2 mesi e mezzo) nemmeno 80.000 casi. Chissà in base a cosa fanno simili previsioni.
Ad affermarlo poco fa è stato il ministro della Sanità Andy Burnham che ha annunciato che la strategia da adottare da ora in poi non sarà più quella del contenimento, bensì del trattamento delle persone infette. I farmaci antivirali non verranno più quindi somministrati alle persone che sono state a contatto con i malati, ma soltanto a chi ha effettivamente contratto il virus, in modo da alleggerire il lavoro del servizio sanitario.
Ovvero? Si dava tanto buon Tamiflu anche a chi non aveva l'influenza?
La maggior parte delle persone contagiate per ora ha avuto soltanto sintomi leggeri, ma nel Regno l’influenza ha comunque già fatto tre vittime. «I casi raddoppiano ogni settimana e se la tendenza resterà la stessa potremmo arrivare entro fine agosto a oltre 100.000 casi al giorno», ha detto Burnham.
I casi di influenza da suini registrati in Gran Bretagna sono al momento 7.447.
7.447 casi (totali, non al giorno). TRE vittime.

Le razze non esistono, i razzisti si

Il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.
Infermieri, domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso, prostitute (addette ad altre cure corporali), lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.

Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.

La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c'è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita, l'essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica.

Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno.

Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere.

Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.

Tutto questo è successo. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia - una sequela frenetica di voti di fiducia - e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l'aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato.

Adriano Sofri - Leggi tutto

Firefox 3.5 è arrivato

E’ disponibile da ieri il download della nuova versione del browser Mozilla Firefox 3.5.
Questa nuova versione, grazie a un’ampia revisione destinata a supportare le nuove tecnologie, offre prestazioni JavaScript radicalmente migliorate, una nuova modalità di navigazione anonima e una migliore velocità nella visualizzazione delle pagine,infatti Firefox 3.5 è veloce più del doppio rispetto a Firefox 3 e oltre dieci volte più veloce di Firefox 2.
Al momento in cui scrivo, siamo a più di 7 milioni di download, visibili ora in real time su una pagina dedicata, piuttosto lontani dal record ottenuto per la scorsa versione, quando però si era organizzato da tempo il download day.

Sito Ufficiale

E' anche disponibile la versione portatile, per avere il proprio firefox su qualsiasi penna USB, e poterlo utilizzare ovunque senza necessità di installazione.

Indizi di una nuova civiltà

Le tragedie inevitabili

Disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo. Sono le ipotesi dalle quali prende le mosse l'inchiesta aperta dalla procura di Lucca sull'incidente che ieri notte ha provocato una strage a Viareggio.
Il procuratore generale Beniamino Deidda, uno dei magistrati più esperti in Italia in materia di sicurezza sul lavoro, è tuttavia molto chiaro: "Questo incidente non è frutto del caso ma di precise azioni od omissioni che saranno attentamente vagliate". "Tutto ciò che circola sulla rete ferroviaria italiana - precisa il magistrato - deve essere a norma, e Trenitalia ne è responsabile".

Trenitalia dichiara nel suo sito che le ferrovie italiane sono le più sicure d'Europa, ma i sindacati mettono sotto accusa l'inadeguatezza dei controlli e degli investimenti in manutenzione, ricordando lo stillicidio di incidenti: cinque in Toscana nel solo mese di giugno - sottolineano i macchinisti dell'Orsa - fra i quali il deragliamento il 22 giugno a Vaiano di una cisterna contenente acido fluoridrico: se si fosse spezzata sarebbe stato un disastro.

L’ultima delle tragedie sfiorate purtroppo non ha insegnato nulla e le FS hanno continuato a trasportare materiali altamente pericolosi a bordo di vagoni la cui unica destinazione d’uso dovrebbe essere la rottamazione, insistendo fino a quando la tragedia si è purtroppo concretata realmente e nel peggiore dei modi possibili.
Da ormai molti anni infatti dovrebbe essere ben noto lo stato di profondo degrado in cui versa il sistema ferroviario italiano, privato dei finanziamenti necessari alla manutenzione ed al rinnovo del materiale rotabile, immolati sull’altare di quell’alta velocità che negli ultimi 15 anni ha assorbito risorse talmente cospicue da poter consentire la ristrutturazione dell’intero sistema ferroviario.

Chi si ricorda di cosa successe l'anno scorso?
AGOSTO 2008 - Due treni spezzati nel giro di otto giorni che provocano una polemica accesa tra l'azienda e i lavoratori. La notizia degli incidenti viene divulgata da Dante De Angelis, leader storico dei macchinisti e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che mette in guardia sulle condizioni dei convogli Fs. La reazione arriva il giorno di Ferragosto: Trenitalia licenzia il ferroviere, per il procurato allarme delle dichiarazioni fatte alla stampa.

Aggiornamento: Ho trovato un'ottima testimonianza di un ferroviere:


Fonti: L'Altra Notizia - Marco Cedolin - Ancora in marcia

Colpo di stato in Hounduras

Eva Golinger - Caracas, Venezuela – Domenica 28 giugno 2009
L'sms che ho ricevuto questa mattina diceva “Attenzione, Zelaya è stato sequestrato, colpo di Stato in Honduras, far circolare”. Risveglio brusco per una domenica mattina, soprattutto per i milioni di honduregni che si stavano preparando a esercitare il loro sacro diritto di votare oggi per la prima volta in un referendum consultivo sulla convocazione di un'assemblea costituzionale per riformare la costituzione.
Una simile iniziativa non ha mai avuto luogo nella nazione dell'America Centrale, la cui costituzione molto limitata prevede una partecipazione minima del popolo dell'Hunduras al processo politico. La costituzione attuale, scritta nel 1982 al culmine della sporca guerra dell'Amministrazione Reagan in America Centrale, doveva servire a far sì che l'élite che deteneva il potere, sia economico che politico, potesse conservarlo con minime interferenze da parte della popolazione. Zelaya, eletto nel novembre del 2005 per la piattaforma del Partito Liberale dell'Hunduras, aveva proposto il referendum consultivo per determinare se la maggioranza di cittadini concordasse sulla necessità di una riforma costituzionale. Godeva del sostegno della maggioranza dei sindacati e dei movimenti sociali del paese. Se il sondaggio dell'opinione avesse potuto svolgersi, a seconda dei risultati durante le elezioni del prossimo novembre si sarebbe tenuto un referendum per votare la convocazione di un'assemblea costituzionale. Ma il voto previsto per oggi non era legalmente vincolante.

Anzi, in precedenza la Corte Suprema dell'Honduras lo aveva dichiarato illegale, su richiesta del Congresso: entrambi sono guidati da maggioranze che si oppongono a Zelaya e da membri del partito ultra-conservatore, il Partito Nazionale dell'Honduras (PNH). Questa mossa ha causato proteste di massa a favore del Presidente Zelaya. Il 24 giugno il presidente ha rimosso il capo di stato maggiore delle forze armate, il Generale Romeo Vásquez, quando questi si è rifiutato di consentire ai militari di distribuire il materiale elettorale per le elezioni di domenica. Il Generale Romeo Vásquez ha tenuto il materiale sotto rigido controllo militare, rifiutandosi di distribuirlo perfino ai collaboratori del presidente, affermando che il referendum era stato dichiarato illegale dalla Corte Suprema e di non poter ubbidire all'ordine del presidente. Come negli Stati Uniti, anche in Honduras il presidente è Comandante in Capo e ha l'ultima parola sulle azioni dell'esercito. Zelaya ha dunque ordinato la rimozione del Generale. In risposa a questa situazione sempre più tesa si è dimesso anche il Ministro della Difesa, Angel Edmundo Orellana.

Ma il giorno successivo la Corte Suprema dell'Honduras ha restituito alle sue funzioni il Generale Romeo Vásquez, dichiarando che la sua deposizione era stata “incostituzionale”. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale dell'Honduras, Tegucigalpa, manifestando il proprio appoggio al Presidente Zelaya ed evidenziando la propria determinazione ad assicurare che il referendum legalmente non vincolante di domenica avesse luogo. Venerdì il presidente e un centinaio di sostenitori hanno marciato verso la vicina base aerea per raccogliere il materiale elettorale che si trovava nelle mani dell'esercito. Quella sera Zelaya ha convocato una conferenza stampa nazionale insieme a un gruppo di rappresentanti di diversi partiti politici e movimenti sociali, chiamando tutti all'unità e alla pace nel paese.

Sabato la situazione in Honduras veniva definita tranquilla. Ma all'alba di domenica un gruppo di circa 60 soldati armati è entrato nella residenza presidenziale e ha preso in ostaggio Zelaya. Dopo varie ore di confusione si è saputo che il presidente era stato portato in una vicina base aerea e condotto in aereo nel vicino Costa Rica. Finora non sono state diffuse immagini del presidente e non si sa se la sua vita sia ancora in pericolo.

La moglie del Presidente Zelaya, Xiomara Castro de Zelaya, in diretta su Telesur alle 10:00 circa, ora di Caracas, ha raccontato che nelle prime ore di domenica mattina i soldati hanno fatto irruzione sparando nella residenza e hanno portato via il presidente. “È stato un atto di vigliaccheria”, ha dichiarato la first lady riferendosi al sequestro, che ha avuto luogo a un'ora in cui gli occupanti della casa non erano in grado di reagire. Casto de Zelaya ha anche chiesto che fosse fatta salva la vita di suo marito, facendo capire che nemmeno lei sa dove si trovi. Ha affermato che le loro vite sono ancora in “grave pericolo” e ha chiesto alla comunità internazionale di denunciare questo colpo di Stato e di agire rapidamente per ristabilire l'ordine costituzionale nel paese, con la liberazione e il ritorno del presidente democraticamente eletto Zelaya.

Il Presidente della Bolivia Evo Morales e quello del Venezuela Hugo Chávez hanno entrambi fatto dichiarazioni pubbliche, domenica mattina, condannando il colpo di Stato in Honduras e chiedendo alla comunità internazionale di reagire per far sì che venga ristabilita la democrazia e il presidente costituzionale sia restituito alle sue funzioni.
Mercoledì 24 giugno in Venezuela si è tenuto un incontro straordinario dei paesi membri dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA), di cui fa parte anche l'Honduras, per accogliere l'Ecuador, Antigua & Barbados e St. Vincent. Durante l'incontro, cui ha partecipato il Ministro degli Esteri dell'Honduras, Patricia Rodas, è stata letta una dichiarazione di supporto al Presidente Zelaya e di condanna di qualsiasi tentativo di minare il suo mandato e i processi democratici dell'Honduras.

Le notizie giunte dall'Honduras informano che il canale televisivo pubblico, Canal 8, è stato chiuso dai golpisti. Pochi minuti fa Telesur ha annunciato che in Honduras l'esercito sta interrompendo le forniture di elettricità in tutto il paese. Secondo il Ministro degli Esteri Patricia Rodas le stazioni televisive e radiofoniche che sono ancora in grado di andare in onda non stanno dando la notizia del colpo di Stato o del sequestro del Presidente Zelaya.
La situazione ricorda in modo inquietante il colpo di Stato dell'aprile 2002 contro il Presidente Chávez in Venezuela, nel quale i media svolsero un ruolo cruciale prima manipolando l'informazione per spalleggiare il golpe e poi oscurando tutto quando la popolazione cominciò a protestare e infine riuscì a sopraffare e a sconfiggere i golpisti, liberando Chávez (anche lui era stato sequestrato dai militari) e ristabilendo l'ordine costituzionale.

Nel secolo scorso l'Honduras è stato vittima di dittature e di forti interferenze statunitensi, comprese diverse invasioni militari. L'ultimo intervento del governo degli Stati Uniti in Honduras ebbe luogo negli anni Ottanta, quando l'Amministrazione Reagan assoldò squadroni della morte e mercenari perché eliminassero ogni possibile “minaccia comunista” in America Centrale. All'epoca John Negroponte era l'ambasciatore degli Stati Uniti in Honduras ed era responsabile del finanziamento e dell'addestramento degli squadroni della morte honduregni che furono colpevoli di migliaia di sparizioni e assassini in tutta la regione.

Venerdì l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) si è riunita per discutere la crisi in Honduras e ha poi diffuso una dichiarazione in cui condanna le minacce alla democrazia e autorizza il viaggio in Honduras di un gruppo di rappresentanti dell'OAS. Ciononostante venerdì il Segretario di Stato aggiunto degli Stati Uniti, Phillip J. Crowley, si è rifiutato di chiarire la posizione del governo degli Stati Uniti in merito al potenziale colpo di stato contro il Presidente Zelaya, rilasciando invece una dichiarazione più ambigua che sottintendeva il sostegno di Washington agli oppositori del presidente honduregno. Mentre la maggior parte dei governi latinoamericani ha chiaramente espresso una netta condanna dei piani golpisti in corso in Honduras e il proprio sostegno al presidente costituzionalmente eletto dell'Honduras, il portavoce degli Stati Uniti ha dichiarato: “Siamo preoccupati per la rottura del dialogo politico tra i politici honduregni in merito alla consultazione del 28 luglio sulla riforma costituzionale. Sollecitiamo tutte le parti in causa a ricercare una soluzione democratica consensuale nell'attuale stallo politico che rispetti la costituzione honduregna e le leggi dell'Honduras e sia coerente con i principi della Carta Democratica Interamericana”

Il Ministro degli Esteri Rodas ha detto di aver cercato più volte di entrare in contatto con l'Ambasciatore degli Stati Uniti in Honduras, Hugo Llorens, il quale finora si è negato. Il modus operandi del golpe fa capire che Washington vi è coinvolta. Né l'esercito honduregno, che è in gran parte addestrato dalle forze statunitensi, né la dirigenza politica ed economica agirebbero per deporre un presidente democraticamente eletto se non godessero del sostegno e dell'appoggio del governo degli Stati Uniti.
Il Presidente Zelaya è stato frequentemente oggetto di attacchi da parte delle forze conservatrici honduregne per i suoi rapporti sempre più stretti con il paesi dell'ALBA, soprattutto il Venezuela e il Presidente Chávez. Molti ritengono che il golpe sia un mezzo per far sì che l'Honduras non continui a perseguire il processo di integrazione con i paesi più progressisti e socialisti dell'America Latina.


Tratto da "Il primo colpo di stato di Obama" di Eva Golinger, traduzione a cura di Manuela Vittorelli membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica.

Per chi preferisce l'informazione made in Italy, consiglio "Il golpista che viene da Bergamo", del Corriere.

Sciopero giornalisti contro il ddl intercettazioni

I giornalisti si fermeranno per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell'attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie.

È la decisione del Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito martedì a Roma, che ha approvato con un solo voto contrario e due astenuti la proposta della giornata di protesta di tutto il nostro giornalismo avanzata dal Segretario Generale, Franco Siddi. «La giornata di astensione dell'informazione, alla quale i giornalisti sono costretti dopo un anno di iniziative civili, di confronto e di dibattito e denuncia per la libertà dell'informazione, senza censure e intimidazioni - si legge nella nota della Fnsi - è lo strumento con il quale si vuole marcare una volta di più l' indignazione più ferma di fronte alle previsioni del ddl Alfano: un bavaglio ai giornalisti e la sanzione (un danno economico) per gli editori al fine di impedire di dar conto delle notizie sulle indagini giudiziarie negli organi d'informazione; la pesante limitazione del diritto dei cittadini a sapere o essere informati su fatti importanti per la loro vita». «Non si sciopererà, quindi, per un aumento di stipendio ma - sottolinea il sindacato - per un aumento della libertà nel nostro Paese».

Fonte

Disoccupati? No, organizzati della sinistra

Senza più ormai il minimo ritegno, il viscido accusa la massa di disoccupati che lo ha contestato oggi di essere gente "organizzata dalla sinistra".


Mentre la stampa estera si chiede come può un simile personaggio ospitare un summit del G8 nella situazione in cui versa e Napolitano tenta di stendere un velo pietoso, per lui la crisi non esiste e i disoccupati sono dei comunisti.

Aggiornamento: Ecco l'arrivo a Viareggio (DOPO le premiazioni al teatro San Carlo di Napoli di cui sopra):


Il piazzista di Arcore non perde occasione per presentarsi sorridente nelle occasioni tragiche.
Quello che è preoccupante è che ha intenzione di proclamare lo stato di emergenza, forse per mettere più poliziotti a sua protezione per i prossimi spostamenti?

Sono felice di vedere che Current tv, il canale satellitare di Al Gore che ha trasmesso Citizen Berlusconi, ha più che decuplicato il proprio ascolto, raggiungendo quasi 70 mila spettatori medi nella fascia oraria di prima serata: un risultato che l’ha fatto balzare improvvisamente, e momentaneamente, in cima alla classifica delle reti sat, prima di Sky Uno e Fox Crime. Considerando le repliche, il film documentario ha raccolto più di 500 mila spettatori medi.

Sanzioni all'Iran

Berlusconi oggi parla di probabili sanzioni all'Iran.
E' già da un po di tempo che mi ripropongo di scrivere un articolo a proposito dell'Iran. Per il momento vi faccio notare un articolo e un video, appena avrò un po' più di tempo approfondirò la questione.
Leggo testuale dal Corriere:
Intanto in 22 distretti elettorali di Teheran e in altre province dell'Iran è cominciato un nuovo spoglio su un campione casuale del 10% delle schede delle elezioni presidenziali del 12 giugno scorso. Lo ha annunciato la televisione di stato al Alam. La scelta del regime di procedere ad un nuovo riconteggio ha lo scopo di smorzare le accuse di brogli elettorali nelle consultazioni del 12 giugno scorso che hanno visto la vittoria, giudicata da media e governi stranieri del tutto irregolare, del presidente uscente Ahmadinejad. La sua rielezione ha provocato un'ondata di manifestazioni di protesta nel Paese represse ogni giorno nel sangue.

Il primo processore quantistico a stato solido

Il gruppo di ricercatori dell'Università di Yale nel Connecticut, che fa capo a Robert Schoelkopf, ha reso noto sulle pagine del progetto la realizzazione di un primo, rudimentale processore quantistico, un passo importante nella direzione della effettiva possibilità di realizzare il computer quantistico.

Il gruppo ha creato due "atomi artificiali", detti qubits (quantum bits), composti da miliardi di atomi di alluminio, ognuno dei quali può cambiare stato, zero e uno, come nei processori tradizionali, molto rapidamente. I due qubits comunicano tra loro tramite un "bus quantico" di fotoni, quindi sostanzialmente con la luce, a velocità impensabili con le attuali tecnologie di produzione.
Non si tratta, però, solo di velocità. Il bus quantico permette ad un qubit di modificare lo "stato quantico" dell'altro al quale è accoppiato, anche a distanza. La quantità d'informazioni, infine, aumenta esponenzialmente, con il numero di qubits utilizzati perché, grazie ad una sorta di giustapposizione, tutte le combinazioni possibili (00, 01, 11, 10) possono coesistere.
Fino ad oggi questo tipo di calcolo non è stato possibile perché non si era trovato il modo di far durare i qubits più di qualche nanosecondo, problema che il gruppo di Schoelkopf ha risolto, raggiungendo la durata di un microsecondo, sufficiente per eseguire alcuni semplici algoritmi, fornendo una prima dimostrazione, che viene discussa in modo dettagliato sulla versione online di Nature.
E' la prima volta che si realizza un risultato del genere con un dispositivo elettronico abbastanza simile a un processore come quelli cui siamo abituati, anche se rimangono da superare diverse difficoltà, che derivano dagli stessi presupposti della meccanica quantistica applicata all'informatica.

In particolare, va considerato il problema della durata dell'informazione, la quale, al momento, è troppo ridotta per poter effettuare operazioni complesse; una volta superato questo ostacolo, si potrebbero raggiungere potenze di calcolo impressionanti e tali da costituire una seria preoccupazioni per le applicazioni crittografiche attualmente ritenute sicure e inattaccabili.

Fonti: Programmazione.it - Tom's Hardware

Lo Sfidante

Ogni Essere Umano che appare in Vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, 
che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, 
che gli porti il dono della Saggezza, 
e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.

Questo DIRITTO
questo naturale retaggio ad una vita maestosa, 
gli è stato offuscato.

Ma da che cosa?

Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere? 

Siamo stati condizionati a credere che qualcosa di esterno a noi stessi sia la causa della nostra infelicità, ma non è così. 
Qualcosa che agisce dentro di noi scatena al di fuori quell'inferno dal quale vogliamo fuggire, ma di cui non riusciamo a privarci. 
Qualcosa di cui spesso non conosciamo nemmeno l'esistenza, perchè nessuno ci ha mai spiegato dove guardare; tranne, naturalmente, tutte le tradizioni di ricerca interiore che hanno un fondamento nella Verità, perchè tutte, senza alcuna eccezione, indicano da sempre l'esatto punto dove guardare e l'esatto modo di liberarsi.

Un insieme di Forze agiscono su ogni essere umano al fine di depotenziarlo e renderlo timoroso, debole, dubbioso, attaccato emozionalmente ad abitudini dannose, e portato ad indugiare invece che ad agire. 
Questo insieme di Forze è sostenuto dalla nostra non conoscenza dei mezzi che esse usano per depotenziarci, ma può essere inattivato per consentire finalmente alla Consapevolezza che alberga in noi di dispiegarsi verso ciò che è realmente.
Questo insieme di Forze è ciò che in questo film documentario identifichiamo con Lo Sfidante. 
Un termine di comodo, un segnale indicatore. 
Verso una realtà che è giunto il momento di svelare e diffondere.

Nel film, vedremo in che modo Lo Sfidante ci depotenzia, quali sono i mezzi che utilizza per farlo, 
e una possibile via di azione che ci porti a liberarci dalla sua nefasta interazione con noi.


La soluzione alla crisi

Ecco la geniale soluzione alla crisi: chiudere la bocca a tutti gli organismi di informazione che diffondono paura. E come per magia... la crisi non esiste più!


Fonti: Repubblica, La Stampa, Corriere, Unità.
Articolo correlato: Ecco cosa Vedo

Anche i ricchi piangono

La crisi non risparmia nessuno e ha fatto bruscamente diminuire il numero di persone con patrimonio superiore al milione di dollari. In Italia sono passati dai 206 mila del 2008 ai 163 mila calcolati quest'anno (-20%).(ANSA)
In compenso ci sono 2,5 milioni di "poveri assoluti", persone che non riescono a mettere insieme un reddito tale da garantire una qualità della vita minima.

La guerra delle macchine

La guerra in Pakistan si combatte senza guerriglieri. Un drone robotico ha ucciso almeno 83 persone ieri nel Sud Waziristan pachistano.
Circa 200 persone si erano radunate a Shobikhel per rendere l'estremo saluto a un capo talebano, Khozhwali, ucciso da un razzo lanciato da un drone in mattinata.
Durante la cerimonia, un altro drone ha sparato 2 razzi nella folla.
(ANSA)

A proposito di droni, ne vedremo presto svolazzare anche in Italia. Stanno arrivando infatti alcuni Predator, al costo di 20 milioni di euro l'uno. Pagati dai contribuenti, ovviamente.

Aggiornamento: articolo del Corriere

Tributo semiserio a Darwin

Menzognini

Il nuovo direttore del TG1 ha deciso che il principale TG italiano non debba nemmeno nominare l'inchiesta di Bari sulle puttane del cavaliere.
Del resto, è la tv pubblica. "Questa è la linea editoriale che vi ho promesso" sono le parole di scodinzolini. (guarda il video). Questo è il motivo per cui non pago il canone (il motivo principale è che quell'aggeggio infernale l'ho eliminato da casa mia da anni, anni di continue conferme della mia scelta).

Curioso il fatto che lo stesso minchiolini, nel 1994 affermava:
"Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico"


La possibilità di trovare simili contraddizioni in rete è forse il motivo del disegno di legge attraverso il quale si intende circoscrivere temporalmente la possibilità per ogni sito internet di pubblicare informazioni e notizie non solo di natura giudiziaria relative a persone coinvolte in procedimenti giudiziari nonché a vietare ai gestori dei motori di ricerca di indicizzare tali contenuti.

Euro Disinformazione

Aquasar

L'Istituto Federale Svizzero per la Tecnologia (ETH) di Zurigo e IBM hanno annunciato il progetto per la costruzione di Aquasar, un supercomputer raffreddato ad acqua che, primo nel suo genere, riutilizzerà il calore in eccesso per il riscaldamento dei palazzi dell'università. Il sistema diminuirà l'impronta ecologica del sistema fino all'85% e si stima farà risparmiare fino a 30 tonnellate di CO2 all'anno in confronto a sistemi simili dotati delle tecnologie attuali.
L'intero sistema di raffreddamento è a circuito chiuso: l'acqua di raffreddamento viene riscaldata costantemente dai chip e quindi raffreddata fino alla temperatura voluta durante il passaggio attraverso uno scambiatore di calore passivo, con il risultato di trasferire il calore rimosso direttamente al sistema di riscaldamento dell'università in questa fase sperimentale. Questo elimina la necessità di moduli di condizionamento molto onerosi dal punto di vista energetico.
(Fonte)

Un'idea semplice e quasi ovvia, ma mai messa in pratica. Qualsiasi sistemista conosce bene l'importanza di una bassa temperatura nella sala server, i processori generano una quantità di calore che in rapporto alla superficie, si avvicina a quella di una centrale nucleare. Tipicamente si spende parecchia energia per climatizzare l'ambiente (i supercomputer attuali sono tutti raffreddati ad aria) e abbattere il calore prodotto dalle macchine. Ed ecco appunto che la soluzione di un raffreddamento a liquido non solo elimina la spesa (economica e ambientale) della climatizzazione, ma permette anche di risparmiare sul riscaldamento.
Ovviamente, in estate, l'aria condizionata andrà usata comunque.

Libere interpretazioni

Il referendum, fortunatamente, si spegne rovinosamente con nemmeno la metà del quorum.
Centinaia di milioni di euro spesi inutilmente per tentare di convincere gli italiani a fregarsi con le proprie mani.
Ma i nostri eroi sono pronti a rigirare la frittata a loro piacimento, e utilizzare la sconfitta come trampolino di lancio per conseguire comunque i loro scopi.
Maroni infatti preannuncia una iniziativa per modificare l'istituto referendario e Cicchitto afferma: "Al di la' del risultato dei tre quesiti proposti, la bassissima partecipazione al voto sta a dimostrare che gli italiani hanno valutato negativamente la possibilità di modificare artificiosamente ed in modo forzato con il referendum la legge elettorale che, evidentemente, come noi da sempre abbiamo sostenuto, gli elettori hanno valutato essere materia da affidare al Parlamento."
Gli elettori hanno valutato la proposta una porcata. Anche se la fate voi, decidendo nel nome di una nazione, resta una porcata.

Puttanopoli

Domenica al mare

Questa domenica, andatevene al mare.
Il referendum-porcata non deve raggiungere il quorum. Quelli li non possono pensare di proporre ad una popolazione di tele-lobotomizzati un testo che sfido chiunque a leggere fino in fondo (comprenderlo è una mission impossible):

Il testo del referendum n° 1:
«Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti: art. 14-bis, comma 1: “I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche.”; art. 14-bis, comma 2: “La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.”; art. 14-bis, comma 3, limitatamente alle parole: “I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.”; art. 14-bis, comma 4, limitatamente alle parole “1, 2 e”; art. 14-bis, comma 5, limitatamente alle parole: “dei collegamenti ammessi”; art. 18-bis, comma 2, limitatamente alle parole: “Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell’art. 14-bis, comma 1, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell’art. 14.”; art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “alle coalizioni e”; art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “non collegate”; art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “, nonché per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni delle liste della coalizione”; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione”; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga”; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle coalizioni e”; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “non collegate”; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di ciascuna coalizione”; art. 83, comma 1, numero 2): “2) determina poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste collegate, data dalla somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che compongono la coalizione stessa, nonché la cifra elettorale nazionale delle liste non collegate ed individua quindi la coalizione di liste o la lista non collegata che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi;”; art. 83, comma 1, numero 3), lettera a): “a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;”; art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “non collegate”; art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole: “, nonché le liste delle coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui alla lettera a) ma che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero che siano rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione”; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e”; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”; art. 83, comma 1, numero 5), limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”; art. 83, comma l, numero 6): “6) individua quindi, nell’àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui al numero 3), lettera a), le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione, nonché la lista che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale tra quelle che non hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi;”; art. 83, comma 1, numero 7): “7) qualora la verifica di cui al numero 5) abbia dato esito positivo, procede, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista di cui al numero 6). A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali nazionali delle liste ammesse al riparto di cui al numero 6) per il numero di seggi già individuato ai sensi del numero 4). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui al numero 3), lettera b), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del numero 4);”; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “varie coalizioni di liste o”; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono per il quoziente elettorale nazionale di cui al numero 4), ottenendo così l’indice relativo ai seggi da attribuire nella circoscrizione alle liste della coalizione medesima. Analogamente,”; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizioni di liste o”; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “coalizioni o”; art. 83, comma 1, numero 9): “9) salvo quanto disposto dal comma 2, l’Ufficio procede quindi all’attribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi spettanti alle liste di ciascuna coalizione. A tale fine, determina il quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste dividendo il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste di cui al numero 6) per il numero di seggi assegnati alla coalizione nella circoscrizione ai sensi del numero 8). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti così ottenuti; in caso di parità, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima, si procede a sorteggio. Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi del numero 7). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di parità di seggi eccedenti da parte di più liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro ordine crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o più liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio è attribuito alla lista con la più alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alle liste deficitarie sono conseguentemente attribuiti seggi in quelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.”; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “di tutte le liste della coalizione o”; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste e”; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”; art. 83, comma 4: “L’Ufficio procede poi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi ad essa spettanti tra le relative liste ammesse al riparto. A tale fine procede ai sensi del comma 1, numero 7), periodi secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo.”; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “numero 6),”; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “e 9)”; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”; art. 84, comma 3: “Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista in una circoscrizione, questi sono attribuiti, nell’àmbito della circoscrizione originaria, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti, nelle altre circoscrizioni, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.”; art. 84, comma 4, limitatamente alle parole: “e 3”; art. 86, comma 2, limitatamente alle parole: “, 3”?».


Il testo del referendum n° 2:
«Volete voi che sia abrogato il Decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica”, limitatamente alle seguenti parti: art. 1, comma 2, limitatamente alle parole: "di coalizione"; art. 9, comma 3, limitatamente alle parole: "Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell'art. 14-bis, comma 1, del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo del presente comma e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell'art. 14 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957."; art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: "alle coalizioni e"; art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: "non collegate"; art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: ", nonché, per ciascuna coalizione, l'ordine dei contrassegni delle liste della coalizione"; art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione"; art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all'altro, su un'unica riga"; art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "delle coalizioni e"; art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "non collegate"; art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: "di ciascuna coalizione"; art. 16, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: ". Determina inoltre la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste, data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono"; art. 16, comma 1, lettera b), numero 1): “1) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano regionale almeno il 20 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano regionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi;”; art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: "non collegate"; art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: "nonché le liste che, pur appartenendo a coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui al numero 1), abbiano conseguito sul piano regionale almeno l'8 per cento dei voti validi espressi"; art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: "le coalizioni di liste e"; art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: "coalizioni di liste o"; art. 17, comma 1, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizione di liste o"; art. 17, comma 2, limitatamente alle parole: "la coalizione di liste o"; art. 17, comma 3: “Nel caso in cui la verifica di cui al comma 2 abbia dato esito positivo, l'ufficio elettorale regionale individua, nell'àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui all'articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), le liste che abbiano conseguito sul piano circoscrizionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi. Procede quindi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto, tra le liste ammesse, dei seggi determinati ai sensi del comma 1. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto per il numero di seggi già individuato ai sensi del comma 1, ottenendo così il relativo quoziente elettorale di coalizione. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista ammessa al riparto per il quoziente elettorale di coalizione. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest'ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui all'articolo 16, comma 1, lettera b), numero 2), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del comma 1.”; art. 17, comma 4, limitatamente alle parole: "alla coalizione di liste o"; art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizioni di liste o"; art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: "coalizione di liste o"; art. 17, comma 5, limitatamente alle parole: "alle coalizioni di liste e"; art. 17, comma 6: “Per ciascuna coalizione l'ufficio procede al riparto dei seggi ad essa spettanti ai sensi dei commi 4 e 5. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), per il numero dei seggi ad essa spettanti. Nell'effettuare tale divisione non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista per quest'ultimo quoziente. La parte intera del risultato così ottenuto rappresenta il numero dei seggi da attribuire a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alla lista per la quale queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale.”; art. 17, comma 8: “Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati nella circoscrizione regionale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti, l'ufficio elettorale regionale assegna i seggi alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora due o più liste abbiano una uguale parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.”; art. 17-bis, limitatamente alle parole: “e 6”; art. 19, comma 2: “Qualora la lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi possibile attribuirle il seggio rimasto vacante, questo è attribuito, nell'àmbito della stessa circoscrizione, ai sensi dell'articolo 17, comma 8.”?»


Il testo del referendum n° 3:
«Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti: art. 19, limitatamente alle parole: “nella stessa”, art. 85?».


Giudicate voi.

Le ragioni per per astenersi e far fallire il referendum elettorale in 50 punti.
E tutti i punti si riassumono in uno solo: salvare la democrazia.

Aggiornamento 19.6:
Il referendum "porcata" e la battaglia per la difesa della democrazia di Alessandro Tauro

Kymatica

Il nuovo film di Ben Stewart autore di Esoteric Agenda.

Questo film è fatto da un gruppo alternativo di antropologi, psicologi e scienziati che non sono in linea completamente con la scienza ufficiale ma ne utilizzano alcune informazioni da cui traggono una serie di conclusioni interessanti ed altamente suggestive ed innovative.

Traduzione e sottotitoli a cura del Dissident Translator Team (Duffy - Oscillator - LMD)

N.B.: 'stranamente' il film non si trova più in italiano...

Ma fammi il piacere!

BRUXELLES (BELGIO) - Aveva chiesto tre stellette - ne ha ricevuto 56: una ragazza belga vuole denunciare un tatuatore perchè, a quanto pare, l'avrebbe tatuata contro la sua volontà. Al tatuatore avrebbe chiesto di metterle tre piccole stelle vicino al suo occhio sinistro, ha detto la giovane fiamminga. Dopo che questo ha cominciato col lavoro, la ragazza si sarebbe addormentata e, una volta svegliata, si è accorta del «capolavoro» indesiderato sulla sua faccia. (Corriere)


"L'UOMO, UN ROMENO, NON AVEVA CAPITO LA RICHIESTA"
il sottotitolo di questa IDIO-notiZIA.
Chiunque abbia idea di cosa significa farsi un tatuaggio (sul viso poi!), può comprendere come sia assolutamente impossibile addormentarsi, neanche dopo aver pranzato a base di sonniferi.
Appena alle ultime righe dell'articolo (dove il lettore tipo non arriverà mai) si comprende com'è andata sul serio la vicenda:
Il tatuatore Toumaniantz rigetta tutte le accuse: «La mia cliente è stata sveglia durante tutto l'intervento», ha detto. «Non l'ho ipnotizzata ne tantomeno drogata, lei era d'accordo», ha spiegato, aggiungendo che: «i problemi sono sorti solo quando il padre e il fidanzato hanno visto il tatuaggio».
IDIOTI. In primo luogo alla ragazzina, subito a ruota a chi ha riportato la notizia.

Aggiornamento 17.6: A StudioAperto riportano la notizia, accertandosi di specificare che il tatuatore è rumeno, e riportando solo la versione della cretina.

Viva l'Italia

Lettera aperta al Senato

Lettera aperta dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione rivolta ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato, per tentare di bloccare la legge bavaglio sulle intercettazioni:

Internet, 16 giugno 2009
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari
Senato della Repubblica
ROMA

Egregio Presidente,
il ddl 1415A approvato alla Camera dei Deputati l’11 giugno u.s. ha, da più parti, sollevato numerosi dubbi e perplessità in ordine alla sua legittimità costituzionale e, più in generale, all’opportunità degli interventi normativi che, attraverso esso, si intendono realizzare.
Vi è, tuttavia, un profilo, sin qui, rimasto nell’ombra e poco approfondito nei dibattiti di questi giorni: si tratta del contenuto del comma 28 dell’art. 1, la cui infelice formulazione – ammesso anche che tale non fosse l’effettiva volontà del suo estensore – rischia di determinare un’inammissibile limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete che spingerebbe, rapidamente, l’Italia in una posizione ancor più arretrata di quella che attualmente occupa (è quarantaquattresima) nelle classifiche internazionali sulla libertà di informazione.
La citata previsione, infatti, sembrerebbe assoggettare il responsabile di qualsiasi “sito informatico” allo stesso obbligo di rettifica che la Legge sulla stampa (n. 47 dell’8 febbraio 1948) pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche.
L’omesso adempimento a detto obbligo entro 48 ore – esattamente come accade nel caso di una testata giornalistica – comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire.
Come comprenderà, tuttavia, non si può esigere da chi fa informazione on-line in modo non professionistico l’adempimento ad un obbligo tanto stringente quale quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito informatico e, egualmente, non si può pretendere che a ciò provvedano i responsabili di siti informatici che ospitano contenuti pubblicati da soggetti terzi.
Difficoltà facilmente intuibili di ordine tecnico, organizzativo ed economico, infatti, ostano al puntuale adempimento ad un simile obbligo ed esporrebbero, pertanto, in modo pressoché automatico, i responsabili dei “siti informatici” al rischio di vedersi irrogare sanzioni pecuniarie che, nella più parte dei casi, appaiono idonee a determinare l’immediata cessazione di ogni attività di informazione on-line.
La Rete costituisce il primo mezzo di comunicazione di massa nella storia dell’uomo capace di dare concreta attuazione alla libertà di manifestazione del pensiero e la possibilità di utilizzarla è stata di recente definita dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Costituzionale francese – sebbene sotto profili diversi - un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino.
A quanto precede deve essere aggiunto che l’istituto della rettifica – già anacronistico ed inefficace nel mondo dei media tradizionali – risulta privo di ogni utilità nel contesto telematico nell’ambito dei quale ciascuno è – salvo casi eccezionali – sempre libero di contrapporre ad un’informazione, un’altra informazione di segno opposto ed idonea, come tale, a rettificare quella originaria senza l’esigenza di alcuna collaborazione da parte dell’autore di quest’ultima.
Alla luce delle brevi considerazioni che precedono, pertanto, Le chiediamo di presentare e votare – non appena il ddl 1415A approderà al Senato – un emendamento idoneo a chiarire che l’obbligo di rettifica di cui al comma 28 dell’art. 1 del DDL c.d. Intercettazioni deve applicarsi esclusivamente ai siti informatici di testate telematiche soggette all’obbligo di registrazione alla stregua di quanto disposto dalla Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 ovvero ai soli siti internet attraverso i quali vengono diffuse informazioni prodotte nell’ambito di un processo professionale realizzato nell’ambito di una struttura imprenditoriale e redazionale.
In assenza di tale intervento, il Senato della Repubblica, si assumerà la responsabilità – da condividere con il Governo e con quanti alla Camera dei Deputati hanno votato a favore del ddl in questione – di aver contribuito a scrivere una delle pagine più buie della storia moderna di un Paese che, come il nostro, ambisce a considerarsi democratico: quella attraverso cui si saranno privati i cittadini italiani dell’utilizzo di uno strumento che avrebbe, invece, loro potuto restituire l’esercizio effettivo di quella libertà di manifestazione del pensiero che la nostra Corte Costituzionale ha già definito “pietra miliare di ogni ordinamento democratico”.
Augurandoci che vorrà sottrarre il Senato della Repubblica a tale responsabilità e che pertanto darà seguito alla nostra richiesta, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti,

Istituto per le Politiche dell’Innovazione


Free Ezra

Ezra Nawi, un ebreo israeliano, attivista per i diritti umani, verrà processato il prossimo mese dai suoi connazionali.
La sua colpa?
Tentare di impedire ad un bulldozer militare di distruggere illegalmente le case dei beduini palestinesi nella regione del South Hebron.



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